Fabrizio

Anche nel nostro mondo, se ci facciamo caso, se guardiamo bene, ci sono tante persone straordinarie, che compiono grandi imprese facendo cose solo in apparenza piccole, solo in apparenza ordinarie e “normali”.Come riuscire a prendere l’autobus da sole, senza l’aiuto di nessuno. O come trovare un lavoro, malgrado i loro limiti, per poi scoprire di avere sviluppato una sensibilità tale da essere diventate un punto di riferimento reale, concreto, vero, per centinaia di persone. Dunque, eccoti l’ultimo episodio de Gli Insuperabili: che, se non lo ascolti con le cuffie, godi solo a metà.

Persone con Fragilità

La Cooperativa si occupa di servizi che rispondono ai bisogni di sostegno delle persone con disabilità favorendo percorsi di inclusione e autodeterminazione attraverso il progetto personalizzato che direziona le equipe verso la centralità della persona con disabilità e restituisce alla stessa un sistema di offerta quanto più possibile partecipata.
Per Itaca è fondamentale progettare in quanto significa accompagnare un processo di cambiamento nella vita quotidiana delle persone assistite, a partire dall’analisi delle loro risorse, dei loro bisogni, delle loro capacità e delle loro aspirazioni.
Ne consegue che costruire e portare a valore la quotidianità mediante un paziente lavoro di ricerca, di cura, di possibilità e garanzia di relazione, è un’azione imprescindibile.

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Contrasto alle dipendenze e alla ludopatia

Attività individuali e di gruppo, prestazioni socio-educative, riabilitative, di orientamento al lavoro e di prevenzione. Attraverso educatori professionali e assistenti sociali Cadiai offre servizi e sviluppa progetti di diversi tipi per le persone con problemi di dipendenza patologica da alcol, sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. Le attività sono destinate a persone in cura nel Servizio dipendenze patologiche (SerDP) dell’AUSL di Bologna e alle persone in carico al Programma Integrato Dipendenze Patologiche e Assistenza alle Popolazioni Vulnerabili (Unità Mobile), in fase di detenzione presso la Casa Circondariale e alle scuole secondarie di alcuni territori della provincia di Bologna.

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Contrasto alle dipendenze e alla ludopatia

Il Servizio Sociale di Comunità (SSdC) collabora nei progetti di sostegno alle persone con difficoltà socio-economiche e abitative e in condizione di fragilità sanitaria, con interventi di approfondimento informativo e attività di supporto educativo e di sostegno alle autonomie e all’inserimento sociale nei progetti di presa in carico dell’Area Accoglienza. Per le persone adulte con disabilità in condizioni di necessità abitativa, grazie a un contratto di servizio tra l’Azienda Usl di Bologna, il Comune di Bologna e il Consorzio Kedos, offriamo l’inserimento negli appartamenti posti nell’edificio attiguo alla residenza. A queste persone sono assicurati servizi di supervisione diurna, telesoccorso e pronto intervento per chiamate di emergenza, monitoraggio sanitario di base. L’accesso avviene tramite una lista di attesa gestita dal Servizio sociale del Comune di Bologna.

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Progetto alternativo alla pena per giovani

Riprendere il cammino è un progetto finanziato da Fondazione del Monte, nato in collaborazione con Cadiai, Università di Bologna, Fondazione del Monte, Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e Sportfund Fondazione per lo sport inclusivo. Si rivolge a persone neo-maggiorenni (18-22 anni) per le quali è stata prevista la sospensione del procedimento penale per reati di minore gravità. Attraverso trekking e camminate, intervallati a momenti di confronto, apprendimento e socializzazione, favorisce il reinserimento nel contesto sociale. L’accesso avviene su segnalazione dell’Ufficio Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero di Grazia e Giustizia.

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Contrasto e prevenzione della violenza contro le donne

Beneficiarie sono donne e loro figlie e figli in condizione di fragilità. Attraverso il programma “Spazio Donna”, lanciato da WeWorld Onlus nel 2014, vogliamo posizionarci come un servizio integrativo rispetto alle risorse già presenti sul territorio. L’intento è di creare una rete di intervento allargata, efficiente e in grado di rispondere ai bisogni di ogni donna. La metodologia di riferimento verte attorno al concetto di empowerment, inteso come conquista della consapevolezza di sé e del controllo sulle proprie scelte, sia nell'ambito delle relazioni personali sia in quello della vita politica, sociale e lavorativa.

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